- Coltivare il Peperoncino
Come conservare semi di peperoncino
Estrarre i semi dai peperoncini coltivati durante l’estate permette di conservarli per la stagione successiva, scambiarli con altri appassionati e continuare a coltivare le varietà che vi sono piaciute di più.
Il procedimento è abbastanza semplice, ma non basta aprire un peperoncino e mettere i semi dentro una bustina.
Per mantenerli vitali bisogna:
- scegliere frutti completamente maturi
- eliminare ogni traccia di umidità
- conservarli al riparo dal caldo
Occorre inoltre considerare la possibilità di impollinazioni incrociate. Una pianta può produrre peperoncini perfettamente corrispondenti alla varietà coltivata, ma i semi contenuti al loro interno potrebbero dare origine a piante con caratteristiche differenti.
Vediamo quindi come raccogliere, asciugare e conservare correttamente i semi di peperoncino.
Da quali peperoncini prelevare i semi
La qualità dei semi dipende prima di tutto dal frutto scelto.
È preferibile raccogliere i peperoncini da una pianta sana, vigorosa e che presenti le caratteristiche tipiche della varietà. Il frutto dovrebbe avere una forma regolare, essere privo di muffe o marciumi e aver raggiunto il colore definitivo di maturazione.
Un peperoncino ancora verde o raccolto troppo presto può contenere semi non completamente sviluppati. È quindi meglio lasciare il frutto sulla pianta fino alla piena maturazione e, quando possibile, attendere ancora qualche giorno prima di raccoglierlo.
Il peperoncino può iniziare ad ammorbidirsi leggermente, ma non deve essere marcio. Se all’interno sono presenti cattivi odori, muffe oppure zone scure e viscide, è consigliabile non utilizzare i semi.
Per ottenere una piccola quantità di semi destinata alla coltivazione domestica può essere sufficiente un solo frutto. Se invece si vuole conservare nel tempo una varietà, è meglio raccogliere semi da più frutti e, possibilmente, da diverse piante sane.
Attenzione agli incroci tra varietà
I fiori del peperoncino sono in grado di autoimpollinarsi, ma possono essere visitati anche da api e altri insetti che svolgono la funzione di impollinatori.
Se nello stesso orto o balcone sono coltivate varietà differenti, il polline di una pianta può raggiungere il fiore di un’altra.
L’incrocio non modifica il peperoncino già presente sulla pianta. I suoi effetti si vedranno soltanto nella generazione successiva, quando i semi verranno piantati.
Se, per esempio, un Habanero viene impollinato con il polline di un’altra varietà, il frutto raccolto continuerà ad avere l’aspetto di un Habanero. Le piante nate dai suoi semi, invece, potrebbero produrre peperoncini diversi per forma, colore, dimensione e piccantezza.
Chi vuole mantenere una varietà il più possibile pura dovrebbe isolare alcuni fiori prima che si aprano.
È possibile utilizzare:
- sacchetti di organza;
- tessuto a rete molto fine;
- apposite buste per l’isolamento dei fiori;
- reti capaci di impedire l’accesso agli insetti (tessuto non tessuto).
La protezione deve essere sistemata intorno al bocciolo ancora chiuso. Quando il fiore si è autoimpollinato e il piccolo frutto ha iniziato a formarsi, la protezione può essere rimossa. Conviene segnare il ramo o il picciolo con un filo colorato, in modo da riconoscere il peperoncino isolato al momento della raccolta.
In alcuni casi si è soliti applicare, all’atto dell’apertura del fiore, una goccia di colla vinilica sullo stame in modo tale da non permettere mix di pollini.
Se non avete isolato i fiori, i semi possono comunque essere conservati e seminati. Bisogna semplicemente essere consapevoli che le nuove piante potrebbero non riprodurre fedelmente la varietà di partenza.
Si possono conservare i semi di un peperoncino ibrido F1?
I semi prelevati da una varietà ibrida F1 possono germinare, ma le piante ottenute non conserveranno necessariamente tutte le caratteristiche del peperoncino originale.
Nella seconda generazione possono comparire forme, colori, livelli di piccantezza e portamenti differenti. Non significa che le piante saranno necessariamente peggiori: semplicemente, il risultato sarà meno prevedibile.
Se l’obiettivo è ottenere ogni anno una varietà stabile e riconoscibile, è necessario raccogliere semi da varietà non ibride e correttamente isolate. I semi degli ibridi possono invece essere interessanti per chi vuole sperimentare e osservare le differenze presenti nelle generazioni successive.
Cosa occorre per estrarre i semi
Per effettuare l’estrazione servono pochi strumenti:
- peperoncini completamente maturi
- guanti monouso (meglio se in nitrile)
- un coltello affilato
- un cucchiaino o una pinzetta
- un piattino o un piccolo contenitore
- carta da forno, filtri da caffè o una retina per l’asciugatura
- bustine di carta
- etichette e penna
Con le varietà molto piccanti è consigliabile lavorare in un ambiente ben arieggiato. Durante il taglio non bisogna toccarsi il viso e, in particolare, occhi, naso e bocca.
La capsaicina è concentrata soprattutto nella placenta, la parte chiara alla quale sono attaccati i semi e, anche se i semi non producono direttamente la sostanza piccante, possono esserne ricoperti e provocare una forte irritazione.
Come estrarre i semi di peperoncino
Indossati i guanti, possiamo iniziare:
- Lavare il peperoncino e asciugarlo esternamente.
- Tagliare il frutto nel senso della lunghezza, cercando di non incidere i semi.
- Aprire delicatamente le due parti del peperoncino.
- Staccare i semi dalla placenta utilizzando un cucchiaino, la punta del coltello o una pinzetta.
- Sistemare i semi in un piattino, eliminando i residui più grandi di polpa e placenta.
- Scartare i semi scuri, deformati, ammuffiti o evidentemente danneggiati.
I semi maturi sono generalmente pieni, consistenti e di colore giallo chiaro o crema. Nel Capsicum pubescens, al quale appartengono i Rocoto, i semi sono invece naturalmente scuri o neri e non devono essere eliminati per questo motivo.
Bisogna lavare i semi?
Se i semi si staccano facilmente e rimangono puliti, possono essere messi direttamente ad asciugare.
Quando sono ricoperti da residui di polpa è invece possibile risciacquarli velocemente con acqua. Dopo il lavaggio devono essere scolati bene e disposti immediatamente ad asciugare, perché lasciarli bagnati e ammassati favorisce la comparsa di muffe.
A differenza dei semi di pomodoro, quelli di peperoncino non hanno bisogno di essere fermentati. Una fermentazione prolungata è quindi inutile e può compromettere la loro capacità germinativa.
Come asciugare i semi
L’asciugatura è il passaggio più importante per una buona conservazione. Anche una piccola quantità di umidità, se chiusa dentro una bustina o un barattolo, può far ammuffire l’intero contenuto.
I semi devono essere distribuiti in un solo strato sopra una superficie asciutta. Si possono utilizzare:
- carta da forno;
- filtri di carta per il caffè;
- una retina a maglia fine;
- un piattino di ceramica;
- carta non lucida.
La normale carta assorbente può essere utilizzata, ma i semi ancora umidi tendono ad attaccarsi alle fibre e possono diventare difficili da rimuovere.
Lasciateli asciugare in un luogo ombreggiato, asciutto e ben ventilato. Non bisogna esporli al sole diretto e non devono essere messi sopra termosifoni, stufe o altre fonti di calore.
Anche l’essiccatore e il forno sono sconsigliati: temperature eccessive possono danneggiare l’embrione pur lasciando il seme apparentemente integro.
Durante l’asciugatura è utile muovere i semi una volta al giorno, in modo da esporre entrambi i lati all’aria. In condizioni normali sono necessari almeno sette giorni; se l’ambiente è particolarmente umido può essere opportuno attendere più a lungo.
Per controllare il risultato, si può stringere un seme tra due pezzi di carta. Se lascia una traccia umida deve continuare ad asciugare. Un seme pronto per la conservazione deve essere duro, asciutto e non deve piegarsi facilmente.
Come conservare i semi di peperoncino
Quando i semi sono completamente asciutti possono essere inseriti in una bustina di carta.
Sull’etichetta è importante scrivere:
- nome della varietà;
- specie, se conosciuta;
- anno di raccolta;
- eventuale provenienza;
- indicazione del frutto isolato;
- altre informazioni utili sulla pianta.
Le bustine di carta aiutano a mantenere separate le varietà, ma da sole non proteggono i semi dall’umidità dell’ambiente. Per una conservazione più sicura possono essere collocate all’interno di un barattolo di vetro con chiusura ermetica (o delle bustine in plastica con la zip ermetica).
Nel barattolo è possibile aggiungere una piccola bustina di gel di silice, facendo attenzione che non entri direttamente a contatto con i semi.
Il contenitore deve essere conservato in un luogo:
- fresco
- asciutto
- buio
- lontano da variazioni improvvise di temperatura
Un cassetto situato nella zona più fresca della casa può essere sufficiente per la conservazione fino alla stagione successiva.
Conservare i semi in frigorifero
Il frigorifero può prolungare la vitalità dei semi, ma deve essere utilizzato correttamente.
Prima di inserirli bisogna essere certi che siano completamente asciutti. Le bustine devono essere chiuse all’interno di un contenitore ermetico, perché l’interno del frigorifero è normalmente umido.
Quando si devono prelevare i semi, il barattolo va lasciato chiuso a temperatura ambiente per alcune ore. Aprirlo quando è ancora freddo può provocare la formazione di condensa sulle bustine e sui semi.
Se il contenitore viene aperto frequentemente, è meglio suddividere i semi in più confezioni. In questo modo la parte che deve restare conservata non sarà sottoposta a continui cambiamenti di temperatura e umidità.
Per quanto tempo rimangono vitali?
Se asciugati e conservati correttamente, i semi di peperoncino possono mantenere una buona capacità germinativa per circa tre anni. In condizioni particolarmente favorevoli possono durare anche più a lungo, ma la percentuale di germinazione tende gradualmente a diminuire.
Per questo motivo è sempre utile indicare l’anno di raccolta sulla confezione e utilizzare per primi i semi più vecchi.
Se una varietà è particolarmente importante, conviene rinnovarne periodicamente la scorta coltivando alcune piante e raccogliendo nuovi semi.
Come verificare se i semi sono ancora buoni
Prima della semina si può effettuare una semplice prova di germinazione.
Prelevate dieci semi e sistemateli tra due strati di carta assorbente umida seguendo il metodo scottex. Manteneteli alla temperatura adatta e controllateli ogni giorno.
Il calcolo è immediato:
- 9 semi germinati corrispondono al 90%;
- 7 semi germinati corrispondono al 70%;
- 5 semi germinati corrispondono al 50%.
Se la percentuale è bassa si può aumentare il numero di semi utilizzati durante la semina oppure provare un trattamento preliminare, come l’ammollo o l’osmopriming.
Si possono recuperare i semi dai peperoncini acquistati?
È possibile estrarre semi anche da peperoncini comprati al mercato o al supermercato, purché i frutti siano completamente maturi.
Bisogna però considerare che spesso non si conosce la varietà, il metodo di impollinazione o l’eventuale origine ibrida della pianta. I semi possono quindi germinare e produrre peperoncini diversi da quelli acquistati.
I frutti raccolti e venduti ancora verdi possono inoltre contenere semi non maturi, con una capacità germinativa molto ridotta.
Si possono utilizzare i semi dei peperoncini essiccati?
I semi dei peperoncini essiccati naturalmente o a basse temperature possono rimanere vitali.
Se invece i frutti sono stati asciugati in forno, affumicati o sottoposti a temperature elevate, è probabile che l’embrione sia stato danneggiato. In questi casi i semi possono sembrare normali, ma non riuscire a germinare.
Anche in questo caso il metodo più semplice per togliersi ogni dubbio è effettuare una prova su un piccolo numero di semi.
Consiglio: gli errori più comuni
Quando si preparano i semi per la stagione successiva bisogna evitare di:
- raccoglierli da frutti ancora acerbi;
- utilizzare peperoncini ammuffiti o marci;
- mescolare varietà diverse;
- maneggiare peperoncini molto piccanti senza guanti;
- chiudere i semi nelle bustine quando sono ancora umidi;
- asciugarli al sole, in forno o sopra una fonte di calore;
- conservarli in ambienti caldi e umidi;
- dimenticare di indicare varietà e anno di raccolta;
- considerare automaticamente puri i semi provenienti da piante coltivate vicine;
- aspettarsi che i semi di un ibrido F1 producano piante identiche.
Estrarre e conservare i semi di peperoncino richiede poco tempo, ma permette di creare stagione dopo stagione una propria raccolta di varietà.
Scegliendo frutti maturi, asciugando completamente i semi e proteggendoli dall’umidità sarà possibile mantenerli vitali a lungo e utilizzarli per iniziare una nuova coltivazione di peperoncini.
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